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Lui

Finalmente dopo settimane di gelo e neve abbiamo deciso di mettere il naso fuori di casa.
Bologna Sabato 3/3/2012 è piena e in fermento: tempo bello, Sabato, e purtroppo Lucio Dalla ci ha lasciati.

Nonostante la tristezza già in parte metabolizzata abbiamo appreso che da Alessandro Distribuzioni veniva in visita autografale nientepopodimenoche Leo Ortolani, il disegnatore del tanto (mio) amato Rat-Man. Mi piacciono queste occasioni perché so già che la fauna che incontrerò sarà fantastica e unita all’odore di sudore, ambiente chiuso e fumetti mi catapulta improvvisamente alla Bottega dell’Androide.

Ho contato qualcosa come 4 o 5 Uomini del Fumetto, svariate copie di coppie scoppiate di Beavis and Butthead, quarantadue ragazzine smunte e brofolose con felpe 2 taglie più grandi, una valanga di capelloni vestiti di felpe con minacciosissimi nomi di band incazzatissime ma con il terrore negli occhi che qualcuno potesse rivolgere loro la parola ed infine l’immancabile e gettonatissimo ragazzino completo di occhiali/apparecchio/acne fiero dell’autografo di Leo.

Io adoro questa gente, davvero. Questi ragazzi hanno una sensibilità spaventosa, spesso una cultura fuori dal normale e anche un’intelligenza che li contraddistingue dai normali discotecari (figli dei paninari della precedente generazione) ma che hanno questa difficoltà nel creare ponti comunicativi con altri. La loro però non è solitudine, è voglia di comunicare con gente che li capisca, che capisca le loro citazioni. Sono sballati di fantasia e per questo io li stimo. Sono loro (anche) i veri nerd che, in tempi come questi, finalmente, stanno avendo la loro rivincita.

Lei

Era in programma da un po’ ma quasi lo scordavo. Ieri il famoso fumettista Leo Ortolani (che io purtroppo conosco solo da un paio di annetti) incontrava i suoi fan da Alessandro Distribuzioni, di cui avevamo già parlato in un post passato.
Con la lentezza e la pigrizia che ci contraddistingue il sabato ci siamo preparati e abbiamo preso il bus per andare a conoscerlo. Alessandro Distribuzioni, se non vi volete rileggere il post, non è solo un negozio di fumetti. E’ IL negozio di fumetti. Lui mi racconta di come gli appassionati di fumetti siano nerd e di quanto sia buffo vederli tutti insieme. In effetti appena arrivati ci siamo trovati travolti (scusate la cacofonia) da un’orda di ragazzini, adulti nervosi, metallari incalliti, nerd solitari, gruppi di adolescenti con identità confusa e, naturalmente, i sosia del tizio del negozio di fumetti dei Simpson. Una volta entrati però è peggio: odore di misto sudore/paura/emozione, caldo devastante, una fila incredibile (anche se ammetto di aver dovuto fare molta più coda per un autografo di Renato Zero). Non avendo portato nessun RatMan con noi e non volendo fare la coda, rinunciamo all’autografo e cerco di passare avanti per fare qualche foto (tanto distribuiscono i numerini per la coda, e passare avanti non è causa di morte certa). Certo, mi sarebbe piaciuto fare una foto con lui (e con le 1500 persone accalcate sul bancone) ma voleva dire mezzora di sofferenza insieme a quel puzzo devastante. Così ci facciamo un bel giretto. Io trovo una rivistina che leggevo da bambina, di cui avevo un bel po’ di numeri, intitolata “Snoopy”.
Risfogliandoli mi sono accorta di ricordarmi alcune strisce e guardando l’anno di pubblicazione mi è venuto un coccolone. 1987. Avevo sei anni.
Dentro, oltre ai Peanuts, ci sono anche altra strisce dimenticate, come quelle del Leone Vegetariano. Ma soprattutto, degne di nota, sono le pubblicità. Comprerei orde di vecchie riviste solo per vedere come si è evoluta (o meno) la pubblicità. E quindi come si sono evoluti i nostri gusti. Quando mostro queste pubblicità a Lui scoppia in un misto di ammirazione/gioia/soffocamento dovuto agli odori circostanti.
Ne prendo due, scegliendoli in base alla copertina, e facciamo la coda per uscire.

Bologna però ieri era in subbuglio. In parte anche Bologna si è attrezzata per la lotta NoTav e ci sono diversi cortei e presidi, qui come in altre città d’Italia. Ma soprattutto il 1/3/2012 è morto Lucio Dalla e con lui ci ha lasciati una parte della storia della musica italiana. Essendo bolognese, i funerali e le commemorazioni si sono concentrate qui, in Piazza Maggiore. In effetti in piazza c’è tantissima gente, una serpentina lunghissima che si snoda lungo tutta la piazza, piena di persone con gli occhi lucidi e commosse che vogliono dare l’ultimo saluto al cantautore nella camera ardente. Noi, dopo aver assistito a un corteo antifascista fermatosi lì davanti, ci fermiamo ad ascoltare i pezzi di Dalla che suonano in piazza e a fare qualche foto.

Oggi si celebrano i funerali. Forse sarei voluta andare e forse no, ed è strano di come persone che non hai mai fisicamente incontrato nella tua vita, lascino un segno improvviso quando vengono a mancare. Però di lui possiamo dire che ha lasciato una parte indelebile che non si potrà cancellare: la musica.

Mancava davvero poco al 4/3. Ciao Lucio.

Qui la foto di Leo Ortolani

Qui le foto della Piazza

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