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Archive for dicembre 2011

Lei.

Nessuna ramanzina, please, so che siamo stati latitanti ma abbiamo avuto grandi progetti. La casa nuova ad esempio. Un lavoro, il mio. E stiamo girando poco, anche se con questo post spero possiamo impegnarci di più. Molti non conoscono una delle mie svariate e bizzarre passioni: quella dei cimiteri. Mi piacciono molto, ho anche scavalcato una volta per vederne uno; mi rasserenano, trovo che siano luoghi di pace.

Così, passando con la macchina davanti al cimitero monumentale di Bologna, decidiamo di fermarci questo sabato per fare due passi.

Sono ormai esperta di cimiteri, pensavo di non sorprendermi più, e invece… La Certosa di Bologna è il più bel cimitero che io abbia mai visto, pieno di tombe antiche, di personaggi illustri, di monumenti ai caduti in guerra, di spazi verdi. Lui si guardava attorno estasiato io cercavo di captare quello che una guida (perché sì, fanno visite guidate) stava dicendo al suo gruppo. La passeggiata è stata immensa, sembrava non finire più e diverse cose mi hanno colpito. Il cimitero è suddiviso in sezioni e quelle che mi hanno colpito di più sono state la sezione dedicata ai bambini (credo si chiamasse cimitero degli angeli, o qualcosa di simile), il giardino … ma perché ho questa memoria volatile? Comunque il giardino dove si possono spargere le ceneri dei propri cari (il giardino delle rimembranze?). Non siamo riusciti a vederlo ma la sola presenza mi rassicurava, come a dire: quando tirerò il calzino e voglio essere cremata, le mie ceneri potranno non stare solo in un triste scatolo ma anche volare col vento. Vedo ora dal loro sito che c’era anche la sezione del cimitero Ebraico, mi toccherà tornarci perché non l’ho vista. Inoltre i monumenti ai caduti sono qualcosa di incredibile. Una cupola nel terreno. Delle scale che scendono. Il buio rischiarato solo da piccoli lumini, un corridoio circolare in cui sono deposte le ossa dei defunti. Il camminare in tondo rende tutto perpetuo e ti fa capire che la guerra causa solo questo: morti. Causa freddo e altre piccole commissioni da svolgere siamo andati via. Ma voglio tornarci, magari prendere anch’io una guida perché c’è tanta roba, il cimitero è immenso (forse più grande di quello monumentale di Torino) e voglio respirare ogni angolo di storia che nasconde.

Lui.

Non ho mai sentito parlare un bolognese del cimitero della Certosa. Certo, non ho mai chiesto loro cosa ne pensassero, cosa contenesse. Non ho mai espresso una curiosità verso l’opinione che hanno i bolognesi del loro cimitero monumentale.

In questi anni di adozione bolognese ( ormai siamo ad 8 ) ho sempre cercato di ricostruire i racconti di mia nonna, bolognese di nascita, nella moderna città. Mi raccontava dei bombardamenti, dei rifugi che lei odiava. In questa assennata ricerca (e neanche troppo faticosa) del passato prossimo della seconda guerra mondiale che riemerge in ogni angolo della città, sono inevitabilmente incappato sul web nel cimitero della Certosa. E dico inevitabilmente perché è proprio così: il cimitero della Certosa custodisce preziosamente e in maniera a dir poco emozionante le spoglie dei soldati che hanno dato la vita nella Grande Guerra e le spoglie dei partigiani (un ossario, per la precisione) dei partigiani della Seconda Guerra Mondiale.

Il cimitero della certosa però con altrettanta cura custodisce anche le spoglie del popolo felsineo del ‘500 in uno stile decadente tutto suo. Molte statue di angeli e personaggi battute dalla pioggia, scurite dai muschi. Parti in ferro arrugginite e cigolanti ma tutto immensamente bello. E maestoso. La giornata autunnale della visita (che si è verificata per puro caso) è stata perfetta: aria carica d’acqua, fasci di luce bianca che attraversavano le zone d’ombra. Le sculture tutte che guardano verso il basso, il Cortile degli Angeli dove sono seppelliti bambini, ampi mausolei con all’interno severi uomini baffuti che ci guardano con sguardo vitreo senza pupille.

La parte che però ho preferito, dopo i due maestosi monumenti della guerra, è stata la zona delle urne. Non sono un grande frequentatore di cimiteri (per fortuna) e quindi non li conosco molto bene. Non sapevo ci fosse un’area riservata solo alle urne. Ce n’erano a centinaia: alte, nere, bianche. Alcune erano posizionate anche in punti altissimi, altre a mo di capitello su mezze colonne.

Ripensando a questi anni adottivi, mi spiace un po’ che Bologna oltre al suo solito tortellino e le torri non mostri così tanta fierezza anche per un cimitero monumentale così fiero e grande.

Penso ci rifaremo un salto in primavera.

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